viaggiatrice fuori sede… La celiachia in viaggio

Terzo appuntamento dedicato alla celiachia all’interno del nostro percorso con Martina.

I precedenti appuntamenti legati alla celiachia in con ingegno senza glutine e fuori casa senza glutine

 

Ciao Martina, ti sei presentata come viaggiatrice, raccontaci un po’ come affronti un viaggio all’estero.
Quando viaggio all’estero di solito controllo il sito di riferimento dell’associazione straniera che segnala ristoranti o supermercati con prodotti glutenfree.

La reperibilità è aumentata molto in 10 anni, qualche anno fa, ad esempio, partivo con una borsa piena di prodotti alimentari anche per viaggi brevi.

Trovo molto utili blog, app, forum o portali con recensioni. Spesso nelle recensioni si trovano segnalazioni e consigli da parte di clienti celiaci. E’ una consuetudine che ormai ho adottato anche io, lascio sempre recensioni a ristoranti o alberghi con riferimenti utili per il cliente celiaco.

Ti devi arrangiare e non limitarti a non viaggiare. Io mi informo molto bene prima di partire e contatto l’albergo per far presente della mia intolleranza, anche se si tratta solo di B&B faccio sempre presente la cosa, in modo da avvisare lo staff per la colazione. Mi piace partire organizzata e verificare se nell’area in cui risiederò ci sia la presenza di supermercati con alimenti glutenfree.

Spesso cmq mi piace anche affittare case o scegliere l’opzione del residence per essere libera al mattino di prepararmi un panino per il pranzo o qualche spuntino.

Da studente fuori sede come ti sei organizzata con le tue coinquiline?
In famiglia sono l’unica persona celiaca. Abbiamo imparato ad organizzarci molto bene, essendo consapevoli dei rischi delle contaminazioni, sono tutti molto attenti e sono sempre stata molto coccolata. Frequentemente in famiglia mangiamo tutti glutenfree, da subito abbiamo cercato di superare le insidie della farina senza glutine e sperimentare ricette dolci o salate per tutta la famiglia.

foto-1.PNG-2.jpeg

Ormai però sono 3 anni che sono una studentessa fuori sede e ovviamente abitando con altre persone ho dovuto riadattare la mia routine e coordinare le mie esigenze a quelle degli altri. Penso sia fondamentale il grado di fiducia delle persone con cui si vive, prima di tutto il rispetto per l’altro, costruire un legame e un nucleo famigliare lontano da casa.

Le mie coinquiline sono al corrente del rischio di contaminazione, sono sempre state molto attente a rispettare i miei spazi e i miei alimenti. Spesso mi piace cucinare per gli altri e organizzare cene, mi aiuta anche psicologicamente ad essere più tranquilla e non mettere troppa pressione sui miei invitati. Ho amici però che stanno imparando ad amare il glutenfree e a cui piace vestire i panni di chef improvvisato per sperimentare nuove ricettine gustose..

Ritieni sia importante comunicare che i tuoi prodotti hanno un costo diverso?
Si purtroppo, nonostante io essendo celiaca benefici dei 4 buoni mensili, il costo dei prodotti senza glutine è realmente molto alto ed è impossibile gestire gli acquisti con il solo buono mensile. Basta fare l’esempio del costo della farina, 1/2 kg di farina di tipo 00 costa intorno ai 50 centesimi, mentre 1/2 kg di preparato senza glutine sui 5 euro. Una differenza che penalizza molto sia noi celiaci che le molte persone che oggi si ritrovano sempre di più intolleranti o troppo sensibili al glutine e che non possono beneficiare dei buoni mensili, ma per stare bene sono costrette ad eliminare il glutine dal loro regime alimentare.

Report di Carlotta Corvi e Simone Eder con la gentile partecipazione di Martina Corvi

Ⓒwww.shimejicreatives.com